Prima che il giorno finisca
Prima che questo 8 settembre 2008 se ne vada del tutto, voglio scrivere due righe due nel giorno del mio compleanno. Che è la prova (non unica, in verità…) che sono umano, che esisto, che sono accaduto tanti anni fa e che non posso riaccadere come allora, se non quotidianamente ma un po’ diverso, però, ogni giorno e sempre più di giorno in giorno. E’, o meglio sono, la prova che la vita non nasce dal caso, dalla volontà, ma da un atto almeno fisico e solitamente di amore di un uomo e di una donna. Lo dico perché c’è poca roba in giro di più convincente per me, circa il valore della vita, di me stesso. Io sono molto convincente per me stesso e in più lo sono mia moglie e i miei figli. Le tagliatelle che mia moglie mi ha fatto stasera, per esempio, erano per me convincentissime del valore del mio essere al mondo. Mia figlia Chiara, che non ha ancopra sei anni, coglie semplicemente e immediatamente questo concetto e infatti quando le parlo di mia madre, che non c’è più da anni e che non ha perciò potuto conoscere, chiedendomi di lei mi domanda: era buona? Sì. Cucinava bene? Sì. Credo che questo livello di osservazione elementare e quotidiana sia di tutti e perciò penso valga la pena che tutti i giorni si facciano cose belle, buone, ben fatte, per sé e per gli altri. Credo che la bioetica possa essere un valido aiuto su questo tema. Pensa un po’, invece, che se la vita, come vorrebbero alcuni, la si potesse prolungare indefinitamente e tendesse perciò a non finire mai, allora non avrebbero più senso i compleanni.
Questo non lo sa nessuno, Guareskj. Nessuno si è mai trovato a vivere indefinitamente, e quindi nessuno sa come sarebbe la vita o la cognizione del tempo di una creatura del genere. Magari festeggerebbe i compleanni come e più di noi.
Ciao e auguri, benché in ritardo.
KK
Ciao KK, e grazie per gli auguri anzitutto. E’ vero, nessuno ha mai vissuto indefinitamente però possiamo dire che i compleanni vengono celebrati per festeggiare il ricordo della nascita ma anche, da un certo punto della vita in poi, per ringraziare di essere ancora al mondo. Sapendo di poter prolungare indefinitamente l’esistenza, che ci sarebbe più da festeggiare, chi ringraziare? Certo è opinabile ciò che dico in quanto non suffragato dall’esperienza ma a spanne secondo me non siam così distanti.