Paradossi

I paradossi sono per me molto interessanti. Forse perché mi sento addosso e percepisco, almeno un po’, il paradossale della vita o meglio il suo mistero. Bertand Russell s’inventa un paradosso carino che sintetitizzo in breve (molto in breve). Il barbiere di un paese rade tutti, e solo, quelli che non si radono da soli. Il barbiere rade sé stesso? Se rade se stesso ecco la prima contraddizione: radendosi da solo non è più vero che rade tutti gli uomini che non si radono da soli. Se non si rade e si fa radere ecco comunque la contraddzione: non è vero che è il solo barbiere. Quindi: se il barbiere si rade da solo non dovrebbe radersi, se invece non si rade da solo dovrebbe radersi. E’ il problema delle classi e credo anche del principio e delle sue eccezioni di cui ebbi occasione di discutere con Cloro. Ma che c’entra con la vita quotidiana? C’entra, c’entra: perchè non facciamo altro che passar la vita a cogliere contraddizioni e ragioni, guidati e anzi schiavi della logica che è spesso lo spirito guida degli anticlericali o semplicemente degli “anti”, quelli che non accettano di … non importa quel che viene dopo. Allora ecco che viene in nostro soccorso Groucho Mrax, il più famoso dei fratelli, con la sua famosa affermazione: “Non potrei accettare di far parte di un club che avesse me fra i suoi membri”. Fra le pieghe di questa logica, che dovrebbe essere ferrea e invece lascia grazie al cielo passar qualcosa, ci sta anche la ragione del lasciar in vita Eluana: una ragione che ci chiama. Come diceva il grande Giovannino Guareschi: “non muoio neanche se mi ammazzano”.

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