Altri sacrifici umani/2

Una giovane si fotografa nei bagni della scuola e ottiene immagini di sè, nuda, che rivenderà per comprarsi abiti, firmati e alla moda. La sua preside commenta e dice: colpa della società. Logico o illogico? A Londra dieci embrioni difettosi vengono selezionati e cestinati perché uno viva sano; si evita così che quello nato possa, forse, un giorno soffrire di un possibile tumore al seno, malattia in conseguenza della quale mia zia è morta, sì, ma a 73 anni. Logico o illogico? Io dico: inumano. Anzi: sacrifici umani. Come accade con l’anoressia che immola una grassa per far vivere (ma spesso morire) una magra; come con l’eutanasia, tramite la quale si elimina un vecchio bavoso, per consentire la vita, senza sbavature di tempo e stanchezza, del figlio che un tempo a questo vecchio, allora giovane padre, rigurgitava addosso; come con la chirurgia plastica, che ci permette di rinverdire, sostituire o integrare le parti del corpo che meno ci aggradano; come con le diete, che ci fanno buttar via un po’ di noi sperando che quel che resta sia migliore. Quindi alla fine Alessia Greggan ha ragione: ci sono svariati stati dell’io che combattono in noi. Il punto è che questo io duplicato, triplicato, sconnesso, è l’esito di un io che…. Che cosa? Questa è la domanda vera: cosa fa o no fa quest’io, per dividersi anziché restare unito? Tema di riflessione. Intanto che riflettiamo, Gianluca Nicoletti su Facebook si abbandona al più ampio cazzeggio digitale; tra i pochi a poter dire di lavorare anche senza fare bellamente un fico, forte di una platea che ha già costruito e con la quale ora sollazza il proprio periodo estivo, sorta di cicala al contrario, ha lavorato d’inverno per poi raccogliere il frutto più amato: lo spreco, estivo e non, del tempo altrui. Perché nel non far nulla si libera il pensiero… mentre di questo pensiero, finto cazzeggiante e vero fancazzista, qualcuno non solo ci nutre ma si nutre.

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