By pass su Rosalia? Non toccatemi la bandana.

Se una questione ti sta a cuore c’è poco da fare. Molli tutto e vai. Come diceva mio padre, prendi su baracca e burattini e vai. Allora: qui sarei costretto a bypassare, perché sarebbe politically correct e perché il momentaneo disservizio di www.guareskj.com m’impedisce un vero e proprio affronto diretto delle questioni e uso perciò questa struttura di www.il-logico.com che non permette un’ampio spazio di manovra per via del fatto che c’ha il layout piccolo. Ma non bypasso. Cioè: il fatto di avercelo piccolo non ha mai impedito di andare giù duro, non si bypassa ciò che ti sta a cuore, ciò che hai di caro. Partiamo dall’inizio: tutto cominciò con una domanda: chi dite che io sia? La domanda dura nel tempo e ancora oggi incasina il mondo. C’è di mezzo la vita e la morte; morte spesso dimenticata, dissacrata, sputacchiata, in nome di una vita che si avvale di protesi per allungarsi quasi all’infinito, per non finire mai. Qui capisco che Nicoletti, da gran figlio della Rai qual è, non ha solo fatto una trasmissioncina qualsiasi ma, con quelle che io per lungo tempo ho chiamato minchiate, punta in realtà dritto o di sbieco su questo. Passione e protesi che alla passione ti uniscono e dalla passione ti allontanano. Va beh, continuo. C’è differenza tra vita che non finisce e vita eterna? Io dico di sì. La vita che non finisce mai io vorrei evitarla, per esempio. La vita eterna non so cos’è ma mi incuriosice e m’acchiappa. In attesa di quella seppelliamo i nostri morti. Io l’ho fatto coi miei e ognuno, piaccia o no, lo fa coi suoi. Così hanno sepolto la piccola Rosalia. Era piccola, era una bambina, era un minore. Qualcuno dice che i minori non si difendono; io dico di sì. E io la difendo. Capito? L’ho presa molto alla lontana ma adesso ecco il link per iniziare a capire, poi andrò avanti. Qui si clicca per iniziare a capire chi è la piccola Rosalia.

20 giugno 2008 (mattina) Con metodo manuale, da oggi questo articolo diventa in sostanza la home page. Gli aggiornamenti verranno fatti manualmente e verrà visualizzata la data, come già in testa a questo paragrafo. Allora, si diceva della piccola Rosalia e se sia opportuno o no dedicarle un’orgia affettiva. La mia posizione è contraria. Stiamo trattando di una persona. Cos’è una persona? Alessia Greggan, avatar tra i pochi che conosco, definisce la persona se non erro come un modo di individuare un atteggiamento, un aspetto del profilo psicologico di un soggettto umano. Io dissento, pur con tutta la stima per la bella e simpatica Alessia. Ma qui si va un po’ più addentro: in questo dissenso non esplicitato sta l’origine di una disputa che comprende ben vasti temi. I termini in gioco sono: vita, morte, persona. Su questi temi normalmente il cuore batte.

20 giugno 2008 (sera) Poiché il cuore batte ci si esprime al ritmo del suo battito e perciò su Rosalia e sul tema dei minori mi sono espresso e mi esprimerò con forza. Chi ha paura di un argomento? Due categorie di persone direi: chi non ha argomenti, chi non ha ragione. Chi invece ha argomenti da opporre e ragione da usare lo fa.

21 giugno 2008 (mattina) Così andava per esempio per le dispute: ciascuno esponeva una sua tesi e si argomentava in un progredire di esposizioni che avevano di solito un vincitore e uno sconfitto. Allora: il minore è da difendere, io dico per esempio, e chi non è d’accordo può esporre le sue ragioni se le ha. Ma il procedere stringente di un’argomentazione può essere considerato violento e invasivo? La provocazione a controargomentare può essere considerata violenza? Esortare con un “quindi” o un “e allora” è invadere lo sapzio di libertà altrui? Non è forse e invece violenza il tentativo di esclusione sociale? Di questo stiamo parlando. Cosa porta con se’ la tutela del minore, e con quali nessi alla vita e alla morte, se la sua affermazione comporta il tentativo di esclusione nei confronti di chi la esprime?

Qui il 22 giugno (sera)

Comments
2 Responses to “By pass su Rosalia? Non toccatemi la bandana.”
  1. alessia greggan scrive:

    Questa idea della molteplicità degli stati dell’io, non ti piace proprio. Il concetto non è mio, ma sostenuto da parecchie correnti di pensiero in campo psicologico. Se hai voglia, su questo argomento, leggi il post “il sè narrante” sul mio blog.

    ciao alessia

  2. guareskj scrive:

    Ciao Alessia. Gli stati dell’io credo possano starci, anche se andrò a vedere da te di cosa si tratta, quello che non mi piace è qualsiasi visione che concepisca il soggetto umano (permettimi di chiamarlo così) come non unico; intendo dire che a qualsiasi scissione io possa sottoposto o mi autosottoponga, continuo ad avere bisogni, o meglio esigenze complessive; a prova di ciò l’esigenza di amare ed essere amati, per esempio elude qualsiasi scissione.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Gravatar
Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.