Da qualcosa bisogna partire

Quindi parto da qui.

Parto da qualcosa di molto illogico: parto cioè da un finto testo e continuo, poi, con alcuni miei scritti la cui forma e il cui contenuto sono quantomeno singolari. La reazione è solitamente la stessa: che schifo. C’è di meglio in giro infatti. Ma lì metto online, con gli ovvi rischi conseguenti, perché sono lo spunto per chiedere: perché uno scrive? Perché uno butta giù linee e tratti grafici su un pezzo di carta foss’anche digitale? Spesso è qualcosa che nessuno leggerà, eppure… Detto che qui non s’intende dimostrare niente, l’altra domanda è: a cosa risponde e cosa chiede l’atto dello scrivere?

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